Il trattamento del linfedema

Consigli generali

Il trattamento del linfedema ha lo scopo di ridurre il volume dell’arto interessato, migliorarne la funzionalità, alleviare i sintomi, prevenire le complicanze e le infezioni. Con il trattamento il gonfiore e i sintomi associati dovrebbero migliorare ma potrebbero essere necessari anche alcuni mesi per osservare dei buoni risultati. Alla base di un buon trattamento vi è, da parte del paziente, il controllo del peso corporeo e un’adeguata cura nell’igiene personale della cute in modo da prevenire le infezioni. E’ importante anche verificare la presenza di grasso sottocutaneo che si accumula in un arto edematoso ed eventualmente intervenire con la liposuzione.

Valutazione linfedema braccio sinistro.

Le tecniche più utilizzate nel trattamento del linfedema secondario

Linfodrenaggio manuale

Elastocompressione

Elettrostimolazione drenante

Pressoterapia

Chinesiterapia sotto elastocompressione

Terapia farmacologica

Terapie non convenzionali.

Il linfodrenaggio manuale

Il linfodrenaggio manuale è una particolare tecnica di massaggio mirata a ripristinare la circolazione linfatica. Ne esistono diversi tipi, i più utilizzati sono quello introdotto da Emil Vodder e quello di Albert Leduc.  A Genova è possibile mettersi in contatto con professionisti specializzati in questa tecnica di massaggio.

Come avviene il massaggio

Il massaggio deve iniziare dalla zona prossimale dell’arto seguendo la fisiologica direzione del drenaggio linfatico e la pressione deve essere regolata in base alla consistenza dell’edema, in modo tale da non provocare dolore ed arrossamenti cutanei. Solitamente il linfodrenaggio viene eseguito in posizione supina, a meno che non interessi testa e collo. Parte integrante nella cura del linfedema, sia che coinvolga la gamba o il braccio, è l’utilizzo di abbigliamento adeguato, in comodità che non vada ad irritare la zona.

Indicazioni e controindicazioni

Il linfodrenaggio può essere efficace nell’immediato ma deve essere integrato al bendaggio elastocompresivo perchè l’efficacia possa essere mantenuta nel tempo. Permette un riassorbimento della componente idrica e proteica ed ha effetto antalgico. E’ indicato in caso di edema primario, secondario ed edemi linfostatici. E’ controindicato in caso di tumori maligni non trattati che tendono a metastatizzare ed è, pertanto, necessaria la verifica attraverso esami diagnostici; in caso di trombosi, per il rischio di provocare embolia, di infiammazioni acute e infezioni ed in caso di edemi linfodinamici, in pazienti con insufficienza cardiaca e renale.

La pressoterapia

La pressoterapia è caratterizzata dalla compressione meccanica dell’arto ad opera di camere disposte sequenzialmente che si gonfiano e sgonfiano con aria erogata da un apposito apparecchio. Si basa sul principio della compressione dell’arto eseguita in senso disto-prossimale in modo da ridurre l’edema grazie all’aumento del flusso emo-linfatico; l’onda di compressione dal basso verso l’alto permette la risalita della linfa.  Determina inoltre una maggior pressione interstiziale con conseguente minor filtrazione e maggior riassorbimento capillare con riduzione del carico linfatico interstiziale. Questo determina anche un aumento della portata linfatica, con conseguente riduzione dell’edema. Le controindicazioni a questa terapia sono vasculopatie,  insufficienza cardiaca, fragilità capillare, deficit sensitivi e può determinare un addensamento della linfa

Cosa è importante

E’ importante che il trattamento per la cura del linfedema non sia effettuato attraverso  una sola metodica, ma tutte possano essere scelte in base all’evoluzione dello stesso.

Fondamentale affidarsi ad un professionista sanitario specializzato.

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