Lo spreco alimentare

Dati sullo spreco alimentare, come ridurre gli sprechi

Lo spreco alimentare è uno dei problemi più grandi dei nostri tempi. Mentre i paesi più ricchi producono cibo in quantità smisurate, per sprecarne una grandissima parte, i paesi più poveri non ne hanno a sufficienza per sopravvivere. Lo spreco di cibo, tra l’altro, non è soltanto un problema etico ma una vera e propria minaccia per il nostro pianeta, dato che vengono sfruttate una serie di risorse naturali, già messe a dura prova da moltissimi altri fattori. Gli imballaggi poi sono uno spreco ulteriore, soprattutto quelli in plastica.

Si è stimato che 1.3 miliardi di tonnellate di cibo vengano sprecate ogni anno nel mondo e solo nell’Unione Europea si arriva a 88 milioni di tonnellate all’anno.
Gli Stati Uniti, invece, scartano il 40% di ciò che producono. Ma allo stesso tempo, un americano su otto fatica ad avere del cibo in tavola ogni giorno.

Nei paesi più ricchi la maggior parte dello spreco alimentare avviene in casa. E’ stato calcolato che ogni anno un Italiano medio butta via una quantità di cibo pari a 36 kg. Purtroppo anche i negozi e i supermercati, però, fanno la loro parte, superando le 200 tonnellate all’anno di cibo invenduto. Questo, ovviamente causa anche un grandissimo spreco di risorse ed economico, che potrebbero essere fortemente limitati facendo un po’ di attenzione.

Nel 2020, a causa del lockdown, si è registrata una forte riduzione dello spreco alimentare. E’ un traguardo che però è importante mantenere anche nei prossimi anni e migliorare sempre di più la situazione.

Quali sono gli alimenti che buttiamo più spesso?

I cibi che finiscono più spesso nella spazzatura sono frutta e verdura. Essendo prodotti freschi e facilmente deperibili è molto facile che vadano a male dopo pochi giorni. Seguono poi i latticini, i prodotti da forno, la carne e il pesce.

Bisogna sempre buttare i cibi dopo la data di scadenza?

Prima di tutto bisogna distinguere tra due diciture che esistono nelle etichette alimentari. Alcuni prodotti hanno una data di scadenza preceduta dalla scritta ” da consumarsi preferibilmente entro“. Questo significa che il prodotto può essere tranquillamente consumato anche dopo tale data, a volte anche per alcuni mesi. Altri prodotti, invece, hanno una data di scadenza indicata con la frase ” da consumarsi entro“. In questo caso si parla di prodotti più facilmente deperibili, che dovrebbero sempre essere consumati entro quella data o al massimo un paio di giorni dopo. Esistono poi alimenti che non hanno l’obbligo di una data di scadenza. E’ importante quindi fare una serie di distinzioni.

Alimenti che non presentano proprio una data di scadenza sono:

Alimenti che possono essere tranquillamente consumati anche molto tempo dopo la scadenza sono:

  • cracker
  • biscotti secchi
  • fette biscottate
  • patatine
  • pasta, riso e altri cereali
  • legumi secchi o in scatola
  • tonno o altri cibi in scatola
  • sughi pronti confezionati
  • farina
  • spezie
  • cioccolato
  • bibite zuccherate
  • latte vaccino o vegetale a lunga conservazione
  • olio
  • frutta secca
  • surgelati ( se conservati sempre correttamente )

Alimenti che possono essere consumati qualche giorno dopo la scadenza sono:

  • formaggi stagionati ( se presentano un po’ di muffa è sufficiente toglierla )
  • yogurt
  • latte
  • pane
  • uova ( se immerse in acqua galleggiano vanno buttate, se invece rimangono a galla sono ancora commestibili e sicure )

Alimenti che invece è meglio consumare entro la data di scadenza sono:

Cosa possiamo fare per limitare gli sprechi?

Scrivere una lista della spesa basata su un menù di pasti settimanali. Ovviamente è sempre possibile variare qualche pasto all’occasione, ma l’importante è avere un’idea generale, sia per quando si compra al supermercato sia per quando dobbiamo consumare gli alimenti nel nostro frigo.

Fare una spesa ragionata, comprando quello di cui si ha davvero bisogno e che si prevede di consumare. Limitare le scorte, non farsi attirare dalle offerte di prodotti di cui non abbiamo realmente bisogno, guardare sempre l’etichetta ed evitare i maxi formati, soprattutto dei prodotti deperibili.

Acquistare direttamente dal produttore i prodotti freschi e di stagione, così si avranno alimenti più integri, raccolti da meno tempo, che hanno affrontato meno trasporti. Oltre ad avere una vita più lunga, avremo a disposizione prodotti più buoni e più ricchi di vitamine.

Conservare correttamente i cibi, magari consultando sull’etichetta le modalità di conservazione.

Mantenere in ordine la dispensa e il frigorifero, consumare prima i cibi più deperibili e disporre sempre in vista quelli con la scadenza più breve.

Riscoprire i brodi e le minestre, che consentono di utilizzare tutte le parti dei prodotti, le foglie esterne e coriacee delle verdure e gli scarti di pesce e carne.

Imparare a cucinare i prodotti in ogni loro parte, anche quelle meno nobili. Spesso quello che siamo abituati a considerare uno scarto è una parte dell’alimento che richiede solo di essere lavorata in un altro modo. Un esempio possono essere le foglie esterne di cavolo o insalata, la parte verde dei cipollotti o le bucce di moltissimi ortaggi. Cercando su internet si trovano tantissime ricette per utilizzarle al meglio.

Non cucinare troppo e non buttate gli avanzi. Se capita di non riuscire a finire qualcosa è sempre possibile consumarlo il giorno dopo o congelarlo.

Chiedere aiuto alla tecnologia, esistono molte app che si occupano dello spreco alimentare e cercano di limitarlo. Un esempio è Bestbefore che propone a prezzi scontati prodotti in scadenza o stock rimasti invenduti, oppure Too Good to go che permette ai negozi di dare via i prodotti invenduti di fine giornata a prezzi molto più bassi del normale.

Per maggiori informazioni e per una dieta personalizzata puoi contattarmi qui.

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