Plastica, un problema da risolvere

Introduzione

Tra le numerose conseguenze dell’attività umana dell’ultimo secolo, una di quelle più preoccupanti è la plastica. La produzione globale di plastica è aumentata di quasi 200 volte in pochi decenni e oltre 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici sono riversati ogni anno nell’ambiente. Residui di plastica si trovano davvero in qualsiasi angolo della Terra, dal monte Everest agli oceani.

Dal 1950 ad oggi sono stati prodotti circa 8.300 milioni di tonnellate di plastica; 5.800 milioni di queste non sono più in uso, ma solo il 9% è stato riciclato. il restante 91% è stato bruciato o disperso nell’ambiente.

L’ONU ha definito l’inquinamento da plastica il più pericoloso in assoluto. Gli effetti sono in grado di causare danni irreversibili al pianeta, con conseguenze alla salute dell’uomo.

La plastica nell’oceano

I mari e gli oceani sono il luogo dove più si accumulano i rifiuti plastici. Una parte di questi, essendo molto leggera galleggia, e va a formare quelle che vengono definite come “isole di plastica”, veri e propri agglomerati di rifiuti che a causa delle correnti si addensano in uno stesso luogo. La più grande si trova nell’oceano Pacifico; secondo uno studio scientifico pubblicato su Nature, si ritiene che oggi sia come un continente di rifiuti in costante crescita, che misuri circa 1,6 milioni di km² e che contenga 80.000 tonnellate di rifiuti. La sua superficie è oltre tre volte quella della Francia e nonostante le sue dimensioni, più del 90% è costituita da minuscoli frammenti. Ci sono poi almeno altre cinque isole di plastica più piccole, collocate nell’Oceano Indiano, nell’Atlantico, nel Pacifico e nel Mar Mediterraneo.

I rifiuti visibili nelle isole di plastica, però, sono soltanto quelli he viaggiano in superficie. Nei fondali marini e oceanici troviamo altrettanta plastica, se non di più. Si stima che oggi, nei mari, ci siano 150 milioni di tonnellate di plastica.

Tra i rifiuti più numerosi ci sono le reti da pesca, che vengono abbandonate dai pescatori o che per sbaglio vengono perse nel mare. Uccelli, pesci, balene, tartarughe: un milione e mezzo di animali, ogni anno, sono vittime di rifiuti di plastica scaricati negli oceani. Se non si interromperà lo sversamento dei rifiuti di plastica, entro il 2050 negli oceani ci saranno più plastiche che pesci.  

Gli effetti sulla salute umana

La plastica è ormai entrata a far parte della catena alimentare, nascondendosi nei cibi che mangiamo. Dalle macro-plastiche che inquinano gli ambienti terrestri e marini, si originano le famose micro-plastiche di dimensioni inferiori ai 5 mm e poi le nano plastiche, ancora più piccole, che sono invisibili ad occhio umano. Queste si diffondono ovunque: nell’acqua, nell’aria, nel terreno ed entrano nella catena alimentare umana per inalazione o per ingestione.

Il pesce, i molluschi e i crostacei sono sicuramente l’alimento più pericoloso sotto questo punto di vista. Abbiamo approfondito l’argomento in questo articolo. Ma il pesce non è l’unico alimento a rischio. Circa il 6% della plastica che ingeriamo ogni anno viene dal sale ma le microplastiche si trovano in qualsiasi tipo di alimento, anche nello zucchero, nella carne, nei prodotti caseari, nell’acqua o in tutte quelle bibite vendute in contenitori di plastica.

Le micro plastiche sono in grado di veicolare sostanze chimiche pericolose come metalli tossici ( piombo e mercurio ), ftalati, bisfenolo A, policlorobifenili e idrocarburi policiclici aromatici.

Uno studio recente ha dimostrato che, in media, ogni settimana, ingeriamo una quantità di plastica pari al peso di una carta di credito.

Cosa fare per ridurre il problema?

La prima cosa da fare, ovviamente, è la raccolta differenziata. Purtroppo non tutta la plastica può essere riciclata, e la maggior parte può essere riciclata una sola volta. Ma sicuramente gettare i rifiuti negli appositi contenitori di riciclo potrebbe già fare la differenza, se si pensa che meno del 20% della plastica a livello mondiale viene riciclata. La raccolta differenziata non deve riguardare soltanto la plastica ma qualsiasi tipo di materiale.

Come consumatori abbiamo un grande potere, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Scegliere di comprare un prodotto più sostenibile, rispetto ad un altro, può fare la differenza anche per spingere il mercato verso una direzione più ecologica.

Gli oggetti più pericolosi

Essenziale sarebbe eliminare completamente l’usa e getta, come piatti, posate e bicchieri di plastica. Di recente questi prodotti sono stati vietati e sostituiti con quelli compostabili, ma purtroppo si trovano ancora in molti supermercati. Anche la pellicola alimentare andrebbe eliminata e sostituita con alternative ecologiche o semplicemente conservando gli alimenti all’interno di contenitori ermetici.

L’acqua in bottiglia di plastica sarebbe da eliminare. Nel nostro paese l’acqua del rubinetto è assolutamente sicura e potabile, ma se non vogliamo correre il rischio possiamo acquistare un filtro di depurazione o una caraffa filtrante. Anche le bottiglie di vetro possono essere un’alternativa. Per quando siamo fuori casa, invece, può essere utile una borraccia di metallo o di vetro.

Le cannucce sono tra i rifiuti più numerosi e pericolosi, dopo le reti da pesca. Le utilizziamo per qualche minuto e rimangono nell’ambiente per 200 anni. Oggi si trovano in commercio quelle di metallo, o di carta, se proprio non ne possiamo fare a meno. Sarebbe utile chiedere anche al bar o nei locali di non mettere la cannuccia nel nostro drink, in modo da sensibilizzare sul problema.

Anche i sacchetti di plastica sono vietati da qualche anno, ma purtroppo si trovano ancora in moltissimi negozi. Per evitarli sarebbe molto importante portare sempre con noi una busta di tela riutilizzabile, in modo da non dover comprare il sacchetto che ci viene proposto.

Anche i palloncini, liberati spesso in aria in occasione di eventi e feste, possono essere pericolosissimi. Infatti ricadendo sulla terra, spesso in mare, causano la morte di uccelli o animali marini che li scambiano per cibo o vi rimangono intrappolati.

La cura della persona

Gli spazzolini in plastica sono un grande problema. Possono essere sostituiti con quelli di bambù, che sono completamente compostabili e ormai si trovano molto facilmente. Un’altra idea è lo spazzolino elettrico o con la testina intercambiabile, in modo da sostituire solo la parte usurata e non il manico.

Negli ultimi anni si stanno diffondendo moltissimo i prodotti solidi per il corpo, come shampoo, balsamo, creme. Questi sono davvero un’ottima alternativa ai flaconi di plastica, quasi sempre non riciclabili. Si possono usare come una classica saponetta, sfregando direttamente il prodotto sui capelli o sul corpo e sono quasi sempre naturali e biologici, quindi con ottimi ingredienti.

Anche il trucco può essere rimosso in modo sostenibile. Si dovrebbero abbandonare i dischetti di cotone usa e getta o le salviette struccanti, per scegliere dischetti lavabili o panni in microfibra. Per questi ultimi è sufficiente solo l’acqua calda, senza neanche bisogno di un prodotto struccante.

Per le donne si ha anche il problema degli assorbenti usa e getta. Possono essere facilmente sostituiti con la coppetta mestruale o con gli assorbenti lavabili. In alternativa è consigliabile acquistare gli assorbenti in cotone biologico, anche per evitare il contatto con le sostanze tossiche presenti nei classici assorbenti di plastica sulla pelle.

L’abbigliamento

Per quanto riguarda l’abbigliamento possiamo fare attenzione, evitando di comprare abiti in poliestere o in pile, dato che durante il lavaggio in lavatrice si disperdono moltissime microplastiche da questi tessuti. Anche i capi che contengono parti animali ( pelliccia, pelle, piume, lana e seta ) andrebbero comunque evitati. Oltre a causare moltissima sofferenza agli animali sono dannosi per l’ambiente e molto spesso anche per i lavoratori, che vengono a contatto con sostanze tossiche durante la lavorazione. La regola più importante è comunque quella di acquistare solo ciò di cui abbiamo bisogno e di utilizzare i vestiti che già possediamo, o magari rivolgersi ai mercatini dell’usato per ridare vita a capi che ad altre persone non servono.

Combattere la plastica facendo la spesa

La spesa al supermercato è il momento in cui forse possiamo fare di più la differenza. Tra le azioni più importanti che possiamo fare troviamo:

  • Comprare frutta e verdura sfusa, evitando tutta quella confezionata nella plastica e nel polistirolo.
  • Preferire sempre il vetro o il metallo a qualsiasi altra confezione. Il vetro è il materiale più ecologico possibile, riciclabile all’infinito e anche il metallo è riciclabile al 100%.
  • Quando è possibile comprare i prodotti sfusi, portando il proprio contenitore da casa. I legumi, i cereali, la frutta secca ma anche i detersivi e i prodotti per la pulizia o la cura della persona. Molti supermercati stanno introducendo questa opzione ma esistono anche molti negozi creati appositamente con questa filosofia.
  • Evitare le capsule per il caffè e scegliere la moka. In alternativa è possibile acquistare le capsule compostabili, esistono in commercio ma non sono sempre compatibili.
  • Rinunciare alle gomme da masticare. Anch’esse contengono plastica, non si degradano e rimangono nell’ambiente.
  • Ridurre l’acquisto dei surgelati in busta. La maggior parte è contenuta in buste di plastica anche se ultimamente alcuni marchi le stanno realizzando in carta riciclabile.
  • Ridurre tutti quegli alimenti confezionati in plastica e per cui non si ha un’alternativa, come le merendine, alcuni biscotti, le patatine, le caramelle ( alimenti che dovrebbero essere consumati di rado anche per la nostra salute ). In alternativa scegliere sempre quelli con meno imballaggio possibile.

Ovviamente non sempre è possibile essere perfetti e seguire alla lettera tutti i consigli. L’importante è tenere a mente questo problema e fare del nostro meglio per risolverlo.

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