La dieta per il diabete

Cos’è il diabete?

Il diabete mellito, o diabete, è una malattia metabolica provocata da una ridotta attività dell’insulina, un ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del pancreas. Questo ormone ha come funzione principale quella di abbassare la glicemia ( la quantità di glucosio nel sangue ), attivandosi dopo i pasti, e di mantenerla quindi a livelli adeguati. E’ un ormone antagonista del glucagone, che invece si attiva a digiuno ed ha l’effetto opposto, ovvero quello di alzare la glicemia. Il glucagone è prodotto dalle cellule alfa del pancreas. Il diabete è tra le patologie più diffuse al mondo, in particolare in occidente ed è in costante aumento.

La ridotta attività dell’insulina può dipendere da tre fattori:

  • viene prodotta meno insulina di quanta ce ne sia effettivamente bisogno
  • l’insulina è prodotta nella giusta quantità ma non riesce ad agire correttamente
  • una combinazione di questi due fattori

Quanti tipi di diabete esistono?

Esistono diversi tipi di diabete: di tipo 1, di tipo 2 ( il più diffuso al mondo ), il diabete gestazionale e il diabete insipido.

Il diabete di tipo 1 è quello che si manifesta già dall’infanzia ed è una forma autoimmune della malattia. Il sistema immunitario attacca le cellule beta del pancreas, riconoscendole come estranee e le distrugge. In questo caso, quindi, l’iperglicemia sarà causata da una mancata secrezione di insulina, che deve essere assunta dal paziente per tutta la vita.

Il diabete di tipo 2 comprende in realtà varie forme di diabete, caratterizzate tutte da una condizione di insulino-resistenza, in cui l’insulina è prodotta dall’organismo ma non agisce nel modo corretto. E’ molto spesso legato a condizioni di sindrome metabolica, obesità, ipertensione, colesterolo e trigliceridi alti e provocato da uno stile di vita scorretto e un’alimentazione squilibrata.

Il diabete gestazionale è una condizione abbastanza comune nelle donne in gravidanza, che però solitamente scompare dopo il parto.

Il diabete insipido è completamente diverso dagli altri tre tipi, non è infatti definito come diabete mellito. Può causare sintomi simili, come eccessiva sete e diuresi abbondante ma non riguarda l’insulina. E’ una condizione provocata dalla carenza di un altro ormone, l’ADH, che agisce a livello renale.

Esiste poi anche una condizione definita come prediabete, in cui i valori di glicemia sono superiori alla norma, ma inferiori a quelli del diabete. In particolare si parla di prediabete quando la glicemia a digiuno è inferiore a 126 mg/dl e la glicemia dopo il test di carico del glucosio è inferiore a 200 mg/dl. In condizioni normali, invece, i due valori sono rispettivamente inferiori a 100 mg/dl e 140 mg/dl.

Sintomi e complicanze più comuni del diabete

Tra i sintomi più comuni in caso di diabete si hanno:

  • poliuria
  • aumento della sete
  • aumento della fame
  • calo di peso
  • affaticamento
  • vista offuscata
  • ferite che si rimarginano lentamente

Tra le complicanze del diabete più pericolose a breve termine si ha sicuramente l’ipoglicemia. Una dose di insulina sbagliata, saltare i pasti o assumere bevande alcoliche possono causare un brusco e improvviso calo del glucosio nel sangue. Se la glicemia arriva al di sotto di 60 mg/dl può causare mal di testa, nausea, sudorazione, tachicardia, tremore, confusione mentale e in condizioni molto gravi può portare anche al coma.

L’alto livello di glucosio nel sangue, però, oltre a problematiche immediate, con il passare del tempo può causare anche una serie di danni a diversi organi del corpo. Per questo è importante cercare di mantenere sempre la glicemia il più bassa possibile. Il diabete può causare danni oculari, fino alla cecità, danni a livello renale, all’apparato circolatorio e al cervello. Inoltre i paziente diabetici hanno molto spesso gravi lesioni cutanee che faticano a guarire, a causa di danni che avvengono a livello del sistema nervoso. La parte del corpo più colpita sono gli arti inferiori e soprattutto i piedi.

La dieta per il diabete

La dietoterapia è importantissima per i pazienti diabetici, in particolare in caso di diabete di tipo 2, in cui modificando lo stile di vita si potrebbe addirittura arrivare ad una guarigione. Non è una dieta restrittiva, l’unica cosa da tenere in considerazione sono la quota di carboidrati introdotti e in particolare di zuccheri semplici, e l’indice glicemico degli alimenti. La dieta permette di raggiungere o mantenere un peso corporeo ideale e prevenire le complicanze della patologia.

Consigli importanti da seguire in caso di diabete sono:

  • Evitare le bevande alcoliche e zuccherate
  • Evitare l’aggiunta di zucchero negli alimenti e nelle bevande
  • Consumare la frutta a fine pasto o comunque insieme ad altri alimenti, non da sola
  • Scegliere i frutti a minor contenuto di zucchero come mela, pera, ananas, arancia, kiwi, fragole, frutti di bosco, anguria, ciliegie o clementine ( non i mandarini )
  • Evitare la frutta a maggiore contenuto di zucchero come banana, uva, fichi, cachi e anche la frutta troppo matura che ha un maggiore indice glicemico
  • Ridurre il consumo di riso e patate, che possiedono un elevato indice glicemico. Come riso preferire quello Parboiled
  • Preferire i cereali integrali che, grazie all’apporto di fibre, possiedono un minore indice glicemico
  • Preferire la pasta al dente, dato che la cottura prolungata ne aumenta l’indice glicemico
  • Aumentare il consumo di legumi e di frutta secca

Molto importante per i pazienti diabetici è anche svolgere un’adeguata attività fisica. La glicemia diminuisce e l’organismo interno ne trae beneficio. In particolare, nel diabete di tipo 2 l’esercizio fisico, unito ad una dieta ipocalorica, sana ed equilibrata possono migliorare notevolmente le condizioni del paziente.

Indice glicemico

L’indice glicemico è la velocità con cui un alimento è in grado di aumentare la glicemia dopo la sua assunzione. Viene espresso in percentuale, prendendo come valore di riferimento il glucosio che ha un IG pari a 100. Gli alimenti a basso indice glicemico sono quelli che hanno valori di IG inferiori a 55.

L’indice glicemico di uno stesso alimento può cambiare in base a diversi fattori, come:

  • la varietà dell’alimento
  • il grado di maturazione
  • il tempo di cottura
  • la quantità di acqua
  • la composizione del pasto e l’accostamento ad altri nutrienti

In generale, in base a queste caratteristiche, si consiglia di:

  • favorire gli alimenti integrali
  • preferire i frutti più acerbi
  • evitare cotture prolungate
  • abbinare i cereali alle verdure o ai legumi

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