Il tempeh nella dieta

Il tempeh nella dieta

Il tempeh fa parte del gruppo di prodotti alimentari derivati dalla soia. Per il suo aspetto, ma soprattutto per il suo elevato contenuto proteico, il tempeh viene spesso definito “carne di soia”. E’ originario del sud est asiatico, precisamente dell’isola di Java, è usato soprattutto in Indonesia, ma ultimamente ha preso piede anche in occidente, come il tofu, il seitan e altri alimenti orientali. Si ottiene attraverso un processo di fermentazione dei fagioli di soia gialli, a cui poi viene aggiunto un elemento acidificante, come l’aceto, ed un microrganismo in grado di attivare il processo fermentativo. Al termine del processo i semi vengono saldati tra loro grazie all’utilizzo di miceli.

Caratteristiche nutrizionali del tempeh

Il tempeh è un alimento con ottimi valori nutrizionali. E’ ricco di proteine, ne contiene circa 21 g per 100 g di prodotto ( come la carne ), ha pochi lipidi e pochi carboidrati. Ha circa 4 g di fibre su 100 g, è privo di colesterolo e ricco di vitamine, soprattutto del gruppo B, contiene 412 mg di potassio e di 112 mg di calcio.

L’unico aspetto negativo è che presenta una quota abbastanza elevata di sodio, circa 9 mg per 100 g di alimento. Il processo di fermentazione, inoltre, lo rende un alimento molto più facile da digerire rispetto al seitan e anche al tofu.

Come cucinare il tempeh

Il tempeh al naturale è molto amarognolo, quindi non ha un gusto particolarmente gradevole. Per eliminare questo sapore è sempre consigliato cuocerlo, tramite bollitura o al vapore, prima di utilizzarlo per qualsiasi altra preparazione. Pur essendo simile al tofu, per composizione, il tempeh ha un gusto molto più marcato e caratteristico, che assomiglia un po’ a quello dei funghi e delle noci.

Una volta bollito e cotto in qualche modo, il tempeh diventa molto versatile e può essere usato per molte preparazioni diverse, come abbiamo già descritto qui per il tofu.

Ad esempio può essere tagliato a cubetti e usato per insaporire delle insalate o minestre, magari insaporendo ulteriormente il piatto con spezie ed erbe aromatiche.

Può essere cotto insieme a patate, carote ed altre verdure a piacere per dar vita ad una sorta di spezzatino.

Tagliato a fette e grigliato in padella può essere un ottimo secondo, da abbinare ad un contorno a scelta.

Può anche essere fritto ma ovviamente questo processo altera i valori nutrizionali del prodotto e lo rende molto più calorico.

La soia fa male?

Ultimamente risulta molto comune l’idea che la soia possa aumentare la probabilità di sviluppare il cancro, soprattutto al seno, a causa dei fitoestrogeni in essa contenuti. Questa credenza è del tutto sbagliata. Anzi, i fitoestrogeni della soia sono in grado di legarsi ai recettori per gli estrogeni senza attivarne la risposta e quindi hanno un effetto opposto a quello della carne, cioè di protezione contro i tumori. Chi consuma soia ha un rischio minore di sviluppare tumori come quello al seno e alla prostata, definiti tumori ormono-dipendenti. La soia, inoltre, ha un effetto benefico nei confronti del sistema circolatorio e riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Infine, grazie ad un elevato apporto di fibre, promuove tutti i benefici di cui abbiamo parlato qui.

La soia non causa nemmeno problemi alle donne in menopausa. Anzi, è stato dimostrato che le donne orientali, nei paesi in cui il consumo di soia è molto diffuso, non soffrono quasi mai di disturbi come le vampate di calore o la demineralizzazione ossea.

L’unico problema che potrebbe dare il consumo di soia è l’interferenza con alcuni farmaci che assumono le persone con problematiche a livello della tiroide. Il problema, però, può essere risolto semplicemente assumendo la terapia ormonale sostitutiva a qualche ora di distanza dai prodotti a base di soia. Per le persone sane, invece, la soia non causa alcun disturbo a livello tiroideo.

Molto diffusa è anche l’idea che la soia sia la principale causa di deforestazione nel mondo. Sicuramente le piantagioni di soia sono una minaccia per le foreste, ma è anche vero che solo il 6% della soia prodotta nel mondo viene utilizzata per nutrire direttamente l’essere umano. La grande maggioranza viene usata come mangime per gli animali d’allevamento. Quindi se evitassimo di mangiare carne potremmo ridurre notevolmente anche la produzione di soia e i problemi che da essa derivano.

Per maggiori informazioni e per una dieta personalizzata puoi contattarmi qui.

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