I latticini

Bere latte fa bene all’organismo?

Latte, formaggi e yogurt sono da sempre considerati essenziali per l’apporto di nutrienti, soprattutto di calcio. Oggi, però, è arrivato il momento di mettere in discussione questa credenza, considerando i recenti studi sull’aumento di incidenza di gravi patologie ( come il cancro alla prostata e al seno ) tra coloro che consumano latte e derivati. La pericolosità del prodotto lattiero caseario deriva dalla presenza del fattore di crescita insulino simile ( IGF-1 ) nel latte vaccino, per il quale è stata dimostrata una forte associazione con il rischio, fino a 4 volte maggiore, di sviluppo di cancro alla prostata.

Un ulteriore fattore di rischio legato all’incidenza dei tumori di prostata, seno e ovaie è dato dai metaboliti degli estrogeni, in grado di influenzare una proliferazione cellulare anche anomala, quindi correlata allo sviluppo del cancro. Il consumo di latte e latticini contribuisce per il 60 – 70% all’assunzione di estrogeni nell’alimentazione umana. Uno studio epidemiologico, il Cancer Epidemiology Study, ha esaminato un campione di 1.893 donne alle quali era stato diagnosticato il carcinoma mammario: dai dati finali si evince che una maggiore assunzione di grassi, associata ad un consumo elevato di latticini, comporta un più alto tasso di mortalità, già con sola mezza porzione al giorno di questi alimenti. Questo risultato è probabilmente legato al fatto che gli estrogeni si accumulano principalmente nel grasso.

Anche per quanto riguarda il cancro alle ovaie sembra esserci una correlazione con il consumo di latticini. Uno studio condotto in Svezia ha riscontrato un aumento del 73% di probabilità di sviluppo del cancro ovarico per le donne che assumevano più di un bicchiere di latte al giorno rispetto a quelle che ne assumevano meno di uno al giorno.

Ma non serve il calcio per mantenere le ossa in salute?

Sicuramente per mantenere l’integrità della struttura ossea del corpo umano è indispensabile un adeguato apporto di calcio nella dieta ma, troppo spesso, si pensa che questo minerale possa essere assunto soltanto dai latticini. Non viene considerato il fatto che, con l’ingestione di questi alimenti, si assumono anche sostanze che ostacolano il fisiologico equilibrio del calcio all’interno dell’organismo. Non tutti i cibi contenenti calcio ne assicurano la diretta assimilazione e proprio i latticini, che contengono in valore assoluto una quantità di calcio più elevata rispetto ai cibi vegetali, possiedono una frazione di assorbimento di calcio nettamente inferiore rispetto a quella dei vegetali. Ad esempio la percentuale di assimilazione di calcio presente nel latte è 32,1 mentre quella dei broccoli è 61,3. I dati scientifici, inoltre, dimostrano che un eccesso di sodio e di proteine animali nell’alimentazione, legate al consumo abituale di latticini, comporta un aumento dell’eliminazione di calcio attraverso le urine.

La posizione della FAO e dell’OMS suggerisce anche il possibile danno che questi alimenti possono provocare nel nostro organismo dal punto di vista strutturale. Il cosiddetto “paradosso del calcio” evidenzia il fatto che l’incidenza di frattura ossea, e in particolar modo dell’anca, è decisamente più alta nei Paesi industrializzati rispetto ai Paesi più poveri, in cui l’assunzione di calcio e prodotti lattiero caseari è molto minore.

Dove trovo il calcio se non bevo il latte?

Il raggiungimento del livello di assunzione di calcio raccomandato è estremamente semplice con un’alimentazione basata su cibi di origine vegetale, dato che il calcio è diffuso nelle verdure a foglia verde come spinaci, broccoli o cavoli, nei diversi tipi di latte vegetale addizionati, nella frutta secca, nella frutta essiccata, nei legumi, nel grano saraceno, nei semi oleaginosi e nelle spezie.

Oggi esistono in commercio moltissimi prodotti di origine vegetale, che possono sostituire il latte, i formaggi e lo yogurt, indicati non solo per persone che soffrono di ipercolesterolemia o intolleranti al lattosio, ma anche per tutti coloro che vogliono seguire un’alimentazione più sana ed equilibrata. Il latte vaccino, soprattutto, è molto facile da sostituire, con il latte di soia, di avena, di riso o di mandorla, ma anche i meno conosciuti latte di noce, nocciola, farro, quinoa, miglio.

Bisogna ricordare, infine, che per la salute ossea oltre che un giusto apporto di calcio, sono fondamentali anche l’attività fisica, la vitamina K, il precursore della vitamina A ( cioè di beta carotene ), e la vitamina D.

Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è sempre più diffusa nella popolazione, ed è causata da una carenza dell’enzima lattasi. Questo enzima si trova sulle pareti intestinali e, quando non funziona correttamente, richiama acqua all’interno del lume intestinale, provocando diarrea e dolori addominali nel soggetto. Questo enzima, secondo numerosi studi, si trova in quantità diverse nei soggetti, in base alla quantità di latte e derivati che essi assumono. Solitamente si riduce dopo un periodo in cui il soggetto non assume latticini e non sempre torna ad aumentare quando questi alimenti vengono reintrodotti nella dieta.

Sarebbe davvero un paradosso se il nostro organismo avesse bisogno di una sostanza come il latte che in natura esiste solo per il nutrimento dei cuccioli e che è “specie specifico”, cioè ha contenuto nutrizionale molto diverso a seconda della specie.

Altre problematiche del consumo di latticini

Abbiamo già descritto le principali problematiche legate agli allevamenti intensivi in questo articolo.

Per maggiori informazioni e per una dieta personalizzata puoi contattarmi qui.

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