Come ridurre il consumo di sale

Troppo sale fa male!

Il sale da cucina è utilizzato per favorire la palatabilità dei cibi e rappresenta uno dei conservanti più importanti nell’industria alimentare. Deriva della cristallizzazione di sodio e cloro in proporzioni del 40% e 60% e quindi per ogni grammo di sale da cucina vengono introdotti 0,4 g di sodio e 0,6 g di cloro.

Mediamente un adulto Italiano ingerisce circa 10 g di sale ogni giorno, considerando soprattutto quello già presente nei prodotti come pane, crackers, grissini, formaggi, salumi o alimenti conservati sotto sale. Secondo le linee guida non bisognerebbe mai aggiungere agli alimenti più di 5 g di sale al giorno. L’eccesso di sodio, infatti, determina un aumento della pressione extracellulare con conseguente ritenzione di liquidi e favorisce l’aumento della pressione arteriosa, dell’osteoporosi ed è considerato uno dei principali fattori di rischio per il cancro allo stomaco. Questo non vuol dire che dobbiamo completamente eliminare il sale dalla nostra alimentazione, ma dobbiamo ridurne le dosi.

Esistono diversi tipi di sale in commercio e spesso alcuni di questi vengono consigliati in quanto ritenuti iposodici, ma il contenuto di sodio è identico a parità di capacità salante. Non vanno quindi confusi con i veri sali iposodici, dove una parte significativa di cloruro di sodio è sostituita, ad esempio, dal potassio o dallo iodio. Il sale iodato è sempre quello da preferire, perché è importantissimo per raggiungere il fabbisogno giornaliero di iodio, un minerale essenziale per il corretto funzionamento della tiroide, spesso carente negli alimenti.

Per insaporire i piatti sarebbe importante sostituire, almeno in parte, il sale con limone, aglio, spezie o erbe aromatiche che possono avere importantissime proprietà antitumorali, antiossidanti e antinfiammatorie.

Le principali spezie ed erbe aromatiche

Vengono definite erbe aromatiche quelle piante di cui si utilizza la foglia fresca per insaporire i piatti, solitamente aggiunta verso la fine della cottura o a crudo. Le spezie, invece, sono parti di una pianta e vengono utilizzate essiccate e aggiunte durante la cottura degli alimenti. Normalmente modificano in maniera più intensa il sapore dei cibi, mentre le erbe aromatiche lo esaltano leggermente.

Le principali erbe aromatiche sono:

  • alloro
  • basilico
  • erba cipollina
  • maggiorana
  • menta
  • origano
  • prezzemolo
  • rosmarino
  • salvia
  • timo

Le principali spezie usate nella nostra cucina sono:

  • anice
  • cannella
  • chiodi di garofano
  • coriandolo
  • cumino
  • curcuma
  • noce moscata
  • paprika
  • pepe
  • peperoncino
  • zafferano
  • zenzero

Utilizzare spezie ed erbe aromatiche in cucina, oltre ad essere un valido metodo per ridurre il consumo di sale, è molto importante per la loro ricchezza nutrizionale. Anche se usate in piccolissime quantità, possono comunque contribuire a soddisfare il fabbisogno di alcuni minerali e vitamine, soprattutto se consumate regolarmente. Inoltre, così come frutta e verdura, contengono una grandissima varietà di sostanze antiossidanti, importanti per il benessere dell’organismo.

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