Carne e cambiamento climatico

Introduzione ad una dieta sostenibile

L’industria della carne è una delle principali responsabili dell’emissione di gas serra nell’atmosfera, producendo da sola il 14% delle emissioni globali, più dell’intero settore dei trasporti, considerando treni, macchine, aerei e camion. Ridurre notevolmente ( o eliminare ) il consumo di carne avrebbe quindi un impatto significativo sulle emissioni globali di CO2 e metano. Un altro grande problema è quello del consumo di acqua e di risorse, necessario per produrre questo alimento.

Carne e latticini forniscono solo il 18% delle calorie e il 37% delle proteine consumate a livello globale, ma la loro produzione comporta l’utilizzo dell’83% dei terreni agricoli, e di un terzo dell’acqua destinata all’agricoltura. Secondo il WWF circa l’80% del disboscamento della foresta amazzonica è dovuto alla necessità di fare spazio agli allevamenti di bovini, gli incendi dell’Amazzonia, che hanno fatto notizia nei primi mesi del 2020, sono in gran parte stati appiccati per questo motivo.

Che differenza c’è tra alimenti di origine animale e vegetale?

Il confronto tra l’impatto ambientale provocato dalla carne e quello causato dalla produzione di alimenti vegetali è sconcertante. Ad esempio, per singola proteina la produzione di manzo emette oltre venti volte di più rispetto alla produzione di fagioli. Il manzo produce fino a 105 kg di gas serra per 100 g di carne, mentre il tofu produce meno di 3,5 kg. Per 1 kg di carne sono necessari 15 kg di cereali e oltre 15mila litri d’acqua, contro i 1.300 litri per 1 kg di frumento, i circa 1.900 litri per 1 kg di riso, e 2.000 litri per 1 kg di soia.

Nel suo libro “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali”, Jonathan Safran Foer ha raccolto diversi dati che dimostrerebbero che, se il raccolto agricolo oggi destinato agli allevamenti fosse distribuito equamente tra la popolazione mondiale, la fame nel mondo sarebbe debellata.

Anche la situazione pandemica in cui ci troviamo oggi dovrebbe farci molto riflettere. Le epidemie di aviaria, mucca pazza, peste suina, sars o il più recente Covid-19 sono tutte nate dal regno animale, a causa delle condizioni terribili in cui questi sono mantenuti negli allevamenti intensivi.

Ma dove trovo le proteine se non mangio la carne?

Anche il regno vegetale include molti alimenti ad alto contenuto proteico, più sani di quelli di origine animale, privi di colesterolo e residui di antibiotici.

La principale fonte proteica sono i legumi, come fagioli, ceci, lenticchie, piselli e soia. Qualsiasi alimento ha comunque una fonte proteica, anche i cereali, i semi, la frutta, la frutta secca e la verdura. I sostituiti della carne sono ormai numerosissimi, sotto forma di hamburger, affettati, cotolette o polpette vegetali. Ad esempio gli hamburger di Beyond Meat sono stati realizzati proprio con l’intento di ricreare il sapore della carne ma evitandone tutti gli svantaggi. Moltissimi altri marchi hanno comunque prodotti simili e completamente vegetali, quindi sono facilissimi da trovare in qualsiasi supermercato. Anche il tofu è un’ottima fonte proteica, ed è un alimento molto versatile e veloce da cucinare, così come il seitan e il tempeh. Hamburger e polpette vegetali possono inoltre essere ricreati a casa, in maniera molto semplice, sana, veloce ed economica. Le ricette per realizzarli sono davvero numerosissime.

Il cambiamento climatico è un problema reale, che bisogna affrontare nell’immediato, prima che sia davvero troppo tardi. Nel nostro piccolo, compiere scelte ed azioni consapevoli, può fare la differenza!

Per maggiori informazioni su una dieta personalizzata e senza carne contattami qui per un appuntamento.

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